écoles du Sahara ONLUS
Associazione per lo Sviluppo dell'Alfabetizzazione nel Sahara
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tel: +39 336 78 79 96
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NOTIZIARIO N. 11 GENNAIO 2010
SOMMARIO

CONTINUA IL LAVORO DELL'ASSOCIAZIONE IN NIGER

UN CONTRIBUTO DEL CONSOLE ITALIANO IN NIGER

APRIRE UN DIBATTITO SULLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

LA SCUOLA DI ARATAN

INIZIATIVA PER LA SCUOLA DI ARATAN A PELAGO

RAPPORTO SUL PROGETTO PASFRA

CONTINUA IL LAVORO DELL'ASSOCIAZIONE IN NIGER

 

Dopo tre anni di un'inutile guerra, nel Nord del Niger è tornata la pace fra il governo centrale e alcuni gruppi armati di Tuareg. Sul campo rimangono le macerie che, come sempre, pesano sulle spalle della popolazione civile. Tutta la regione di Agadez paga un prezzo altissimo, oltre ad un imprecisato numero di morti e feriti, l'economia è in ginocchio, l'insicurezza alimenta il banditsmo e uno stato di disgregazione generale della società civile.

Purtroppo mentre nel Nord la situazione potrebbe lentamente migliorare, nel paese continua uno stato di difficoltà e di rischio per lo sviluppo della democrazia. Proprio in questi giorni l'Unione Europea e gli Stati Uniti hanno bloccato i loro finanziamenti non umanitari al Niger. Inoltre come in tutta la zona del Sahara occidentale il pericolo di penetrazione del terrorismo è in continuo aumento. La realtà quotidiana rende sempre più difficile il lavoro di molte associazioni che spesso hanno dovute interrompere i loro progetti.

Anche la nostra associazione ha dovuto rallentare il suo intervento e fermare il progetto dei pannelli fotovoltaici nelle scuole. Siamo comunque riusciti a continuare gli altri progetti ed anzi ne abbiamo iniziato uno nuovo con la scuola di Aratan. Abbiamo continuato ad andare ad Agadez anche in momenti di difficoltà, portando il nostro piccolo contributo per alleviare le difficoltà della popolazione. Ora è possibile ricominciare a pieno regime il nostro lavoro, anche se i problemi non mancano.

Chiediamo perciò a tutti i nostri soci, sostenitori ed amici di aiutarci. Basta un piccolo aiuto per continuare e rilanciare i nostri progetti!!

Se vuoi contribuire puoi fare un versamento
Banca di Credito Cooperativo di Pontassieve
IBAN
: IT68 Y087 3638 0100 0000 0070 176

DEDUCIBILITÀ FISCALE
Ogni donazione è fiscalmente deducibile dai privati e dalle imprese
ai sensi del Decreto Legislativo 460/1997 sulle ONLUS
(Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale).

 

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AUGURI DI BUON ANNO DAL CONSOLE ITALIANO IN NIGER

 

Aggiungo qualche pensiero. Sempre disposto ad approfondire :


Aiutare i paesi emergenti non significa imporre il nostro modello di società, non certo perfetto, ma piuttosto tentare di trovare nuove strade che tengono realmente conto dei desideri e delle scelte espressi dalle popolazioni.
Un progetto partecipativo richiede che non sia stilato secondo i nostri schemi ma secondo quelli dei beneficiari o perlomeno dopo aver dialogato a lungo con gli stessi, anche se questo obbliga a cambiare approccio in ogni paese e in ogni progetto.

Le tecnocrazie occidentali nutrono se stesse con quadri logici ed altre bizzarrie teoriche invece di impegnarsi in azioni, almeno decennali, capaci di lavorare su un obiettivo comune. Le stereotipate "attività" dei progetti potrebbero essere sostituite da ipotesi di lavoro dove una reale professionalità degli esecutori permetterebbe d'adattare continuamente il lavoro quotidiano alle necessità, ai bisogni e ai risultati del dialogo fra le parti.

Un giorno, quando tutti sapranno leggere e scrivere, quando tutti avranno abbastanza da mangiare, quando tutti avranno l'elettricità e l'acqua potabile, le popolazioni potranno loro stesse scegliere il proprio modello di società.
Lo sviluppo è certamente sanità e scuola, ma anche e soprattutto pomodori e saldatrici. Un paese in cui una borghesia media è inesistente non potrà certo emergere. Questa borghesia si può sviluppare solo attraverso delle attività produttive che assicurino un arricchimento della popolazione.

In Africa come in Europa, è necessario aiutare maggiormente chi offre un maggior numero di posti di lavoro. In Europa abbiamo sostenuto e sosteniamo purtroppo chi fa più guadagni, con i risultati che conosciamo e che i nostri figli pagheranno negli anni a venire.

Perché vogliamo spingere l'Africa a fare i nostri stessi errori ?

Paolo Giglio

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APRIRE UN DIBATTITO SULLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

Paolo Giglio, console italiano in Niger, ci ha inviato, insieme agli auguri di buon anno, alcune considerazioni sui progetti di cooperazione allo sviluppo.
Crediamo sinceramente che siano importanti, sia perchè vengono da un uomo che conosce profondamente la realtà nigerina ed africana in generale, sia per il merito delle questioni poste.

Le associazioni e le ONG che operano in Africa troppo spesso tralasciano l'aspetto della piccola imprenditoria, dell'artigianato e in generale di tutti quegli aspetti economici tesi a sviluppare la produzione di beni per il consumo interno. Chiunque abbia visto negli ultimi tempi un mercato africano lo avrà trovato invaso da materiale proveniente dalla Cina e dall'India che ha soppiantato produzioni locali. Non parliamo naturalmente del materiale tecnologico ma bensì di produzioni di base come tessuti, oggetti per la casa, attrezzi per l'agricoltura ed in generale prodotti che piccole industrie e reltà artigianali potrebbero produrre in loco, considerato che in Africa la mano d'opera non è certamente costosa.

Un passo ci ha particolarmente colpito, quando il console scrive "azioni almeno decennali".
Questo è forse uno dei più grandi problemi che riguarda quasi tutti gli interventi di cooperazione, l'impossibiltà di fare progetti di lungo respiro e con obiettivi a lunga scadenza. E' difficile modificare questa situazione, i finanziatori vogliono risultati immediati da mostrare e le stesse ONG non hanno le capacità organizzative e culturali per progetti che superino il momento contingente.

Forse è arrivato il momento di affrontare questi problemi, aprendo un serio confronto fra coloro che lavorano nella cooperazione, superando divisioni e steccati alla ricerca di nuove soluzioni. Questo vale anche per la scuola e l'istruzione in generale: forse l'Africa ha bisogno più di saldatori, meccanici e periti agrari che di laureati in economia politica!

 

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LA SCUOLA DI ARATAN


Continua il progetto per la costruzione della scola di Aratan. grazie al contributo della scuola di Pelago.

Bouboucor è tornato in Niger per un periodo di ferie così ha potuto verificare il funzionamento della scuola e dare il via alla mensa scolastica. Possiamo dire che la scuola funziona bene ed è frequentata da una trentina di bambini (14 femmine, 18 maschi) tutti iscritti al secondo anno. Purtroppo il comune non ha mandato il secondo maestro e quindi ancora non è iniziato il nuovo anno scolastico per gli iscritti alla prima, ma speriamo che presto il problema si risolva. La mensa garantisce un pasto al giorno a tutti gli alunni ed è autoorganizzata dal villaggio con un cuoco a nostro carico, come sono a nostro carico le spese per il cibo.

Le donne del villaggio hanno costruito accanto alla nostra aula una grande capanna che servirà come aula provvisoria.



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INIZIATIVA PER LA SCUOLA DI ARATAN A PELAGO


La scuola di Aratan è nata e continua a vivere grazie all'impegno di tante persone del comune di Pelago FI.

In particolar modo la scuola "G. DEMAYO" si è impegnata con numerose iniziative promosse dalle sue maestre. In occasione della fine dell'anno scolastico hanno organizzato una merenda di solidarietà che ha raccolto i fondi per la mensa di Aratan!
Le bambine e i bambini della scuola hanno realizzato lavori e cartelli sul diritto all'istruzione per tutti e sui diritti dei bambini.
Alcune bambine che facevano la Prima Comunione hanno devoluto alla scuola una parte dei loro regali.

Un grande ringraziamento dai bambini di Aratan che presto riceveranno i vostri lavori e ve ne invieranno alcuni dei loro per uno scambio all'insegna dell'amicizia e della solidarietà!



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RAPPORTO SUL PROGETTO PASFRA



Al Centro per le ragazze tuareg sono arrivati finalmente i nuovi computer. La sala di informatica è sempre in attività e le ragazze ormai padroneggiano bene i principali programmi.

In questi anni il Centro ha continuato a svolgere regolarmente la sua attività, portando al diploma 4 ragazze e all'ultimo anno altre 10 ragazze, forse piccoli numeri ma grandissimi se rapportati alla situazione dei villaggi della regione. vai al progetto>>>
Attualmente 3 ragazze frequentano il Liceo (ultimi tre anni prima dell'università) con ottimi risultati e hanno già manifestato la loro intenzione, se supportate, di continuare gli studi.

Purtroppo la mancanza di nuovi finanziamenti ci ha impedito quest'anno di accogliere le numerose richieste di iscrizione al Centro. Speriamo con il prossimo anno di poter ripartire con un nuovo gruppo di ragazze, per contunuare l'attività di un progetto molto apprezzato e che da più di sei anni offre una speranza di studio a decine di ragazze che vivono in tanti sperduti villaggi del Sahara nigerino.

 

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